Il povero sonetto

Lì nel trascorso tempo giovanile,
inutile cercavo di comporre
stupido tre versi entro quel cortile,
poi mi dicevo quì studiare occorre.

Così minore, sotto mi mettevo,
convinto di sapere alcune dare,
più a cadere, in giù non m’arrendevo
se prima non vedevole baciare.

si’ con gli anni venivano alternate,
in file come quelle incatenate,
nel mesto fio cammino ritornante…

Rileggendole smarrito nelle ombre,
sfiorito come un albero d’ottobre
or che intra pur sentivomi smagliante!

(Così tra quelle mura scopersi la metrica in una tardi.)