Salvate le mie opere!

Una casa occupata, il tufo delle mura interamente scolpito e dipinto da Carmine Cannio, un artista Napoletano che vive nel ventre di Napoli, in Vico Giganti vicino a San Gregorio Armeno. Attivo ed energico, si accascia spesso mentre mostra le proprie sculture. Si riprende soltanto quando si attacca alla bombola dell’ossigeno. Le opere di questa strana arte emergono dalle pareti, su cui sono rappresentate le visioni di Carmine: una via crucis, ruote colorate che rappresentano l’eternità, buche profonde nel muro dentro cui emergono volti, occhi e figure. Non ha più le porte questa casa, gli stipiti sono stati divelti e le pietre di tufo scolpite. “E’ un dono di Dio” confida l’artista, che afferma di non sapere quando ha scoperto questo suo talento. Anni passati in carcere a Poggioreale, una moglie tutt’ora agli arresti anche se incompatibile con il regime di detenzione, la vita di Carmine è stata costellata di difficoltà: “La droga mi ha distrutto, una volta mi hanno sparato e tengo ancora le cicatrici”.
“Voglio che dopo la mia morte, questo luogo abbia un valore e non venga venduto dalle Opere Pie – che sono proprietarie dello stabile” Carime ci chiede di divulgare il suo appello: “Salvate questo museo del tufo”.

di Alessio Viscardi

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